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LA STORIA IN 20 ANNI DI SERIE A
1979 - 1998
a cura di Alessandro Di Marco
tratto da
L'Azione del 10.01.98
Battendo il Brindisi al vecchio palasport (64-61 nello spareggio del playoff), Il Fabriano basket conquista la serie A il 20 giugno del 1979. Ben quattro lustri se ne sono andati, ma ancora oggi resta indimenticabile l’emozione per quella ‘garatre’ che ha regalato il paradiso cestistico. In pochi, comunque, avrebbero potuto immaginare che da lì cominciasse un’epopea sportiva da raccontare anno dopo anno.
Honky
nona serie A2
(11 vittorie 15 sconfitte)

La stagione dell’esordio in serie A con Bucci allenatore e Cheesman e Green primi stranieri della pallacanestro locale, si chiude in bellezza. Salvezza raggiunta con largo anticipo e grandi applausi per i ‘campioncini’ di casa Valenti e Sonaglia.

Honky
quinta in serie A2
(19 vittorie 13 sconfitte)

Mark Crow e Al Beal si rivelano americani azzeccatissimi per le compagine di Bucci che sorprende tutti e arriva a giocarsi la serie A1 all’ultima giornata a Brindisi. Stavolta la sfida che vale la promozione è in terra pugliese e l’Honky cede sul filo di lana (71-68 il finale per i padroni di casa) il preziosissimo quarto posto proprio a Fischetto e compagni.

Honky
terza in serie A2
(20 vittorie 12 sconfitte)
sale in A1

L’organico tecnico compreso, è pressoché inalterato rispetto al campionato precedente, ma stavolta il finale sorride ai cartai che conquistano una delle quattro piazze per il salto di categoria. Il vecchio palas ormai prossimo alla ‘pensione’, ospita perfino due turni dei playoff scudetto con l’Honky che fa fuori l’Acqua Fabia Rieti di Brunamonti e Sojourner, ma deve arrendersi in due partite comunque piuttosto combattute alla Scavolini di Kicanovic e Silvester.

Honky
undicesima in serie A1(13 vittorie 17 sconfitte)

Quasi un miracolo la salvezza centrata dai ragazzi di Bucci con tutto il campionato giocato in trasferta, visto che per le partite interne si è reso necessario il trasferimento a Pesaro. Proprio all’ultima giornata debutta al nuovo palasport fabrianese, quando il quintetto locale (Crow, Beal, Lasi, i più nuovi arrivati Savio e Dal Seno con l’ex nazionale Serafini panchinaro di lusso) festeggia la salvezza superando (83-79) la Scavolini.

Honky
decima in A1
(14 vittorie 16 sconfitte)

Mangano sostituisce Bucci in panchina e affianca a Crow (richiamato dopo l’allontanamento già nel precampionato del bizzoso ma talentuosissimo Sonny Parker) l’ex professionista Owens. E’ un anno di grazia perché l’Honky centra in anticipo la salvezza, chiudendo il campionato perfino davanti alla Scavolini e sfiora i playoff scudetto falliti di un soffio.

Honky
sedicesima e ultima in A1
(5 vittorie 25 sconfitte)
retrocede in A2

L’annata con Skansi al timone è tutta da dimenticare. Si parte subito con cinque sconfitte consecutive e con il tecnico che non riesce più a tenere un gruppo in chiara crisi d’identità. Nelle ultime partite Owens abbandona la truppa e torna negli States a retrocessione ormai sicura.

Fabriano Basketottavo in A2
(14 vittorie 16 sconfitte)

Cambiamenti radicali per la pallacanestro cittadina a partire dal nuovo presidente Giuliano Ceresani che subentra a Enzo Carnevali. In campo Gaddy e Marcel (sostituito a metà torneo dall’infortunato Crow) affiancano una truppa italiana con Boni e il talento di casa Servadio capace di regalare discrete soddisfazioni, benchè coach Paolo Di Fonso preferisca rassegnare le proprie dimissioni a metà mandato lasciando il posto al suo vice Giorgio Montano.

Alno
decima in A2
(14 vittorie 16 sconfitte)
e terza nel girone dei playout per la promozione

Si parte alla classifica dispari (meno uno per irregolarità nel tesseramento di Carlos Mina, tra l’altro mai arrivato a Fabriano) per chiudere con la cocente delusione della promozione mancata d’un soffio. Coach Montano, dopo una breve parentesi di Graylin Warner, richiama Marcel assieme al connazionale Israel e nel playout è quasi trionfo. Clamorosa, per come matura, l’ultima sconfitta a Brescia (87-83 a fine match) con i marchigiani avanti di quindici lunghezze al segnale di riposo.

Alno
terza in A2
(19 vittorie 11 sconfitte)
e seconda ai playout per la promozione
sale in serie A1

Montano corona il sogno dell’A1 con il tandem paulista Marcel-Israel e la grande esperienza di Francescatto e Benevelli. Emozionante il playout, in particolare l’ultimo confronto di Forlì per cui i tifosi fabrianesi organizzano un vero e proprio esodo senza precedenti. L’Alno perde, ma i risultati favorevoli dagli altri campi valgono la promozione.

Alno
sedicesima e ultima in A1
(6 vittorie 24 sconfitte)
retrocede in A2

Nemmeno l’arrivo di Marco Solfrini serve alla formazione ancora affidata a Montano per evitare una retrocessione già segnata dopo poche gare. I fabrianesi, troppo leggeri in difesa (ben nove volte gli avversari hanno finito oltre quota cento), smettono presto di credere nella salvezza e chiudono tra la contestazione aperta della platea.

Alno
quinta in A2
(15 vittorie 15 sconfitte)
e terza ai playout
per la promozione

Marco Solfrini
capitano di lungo corso dell’Alno Fabriano

Il ritorno di Mangano con gli ingaggi di Minelli, Talevi e Del Cadia per la cessione di Boni a Pesaro e la conferma di capitan Solfrini, è più che positivo. In continuo crescendo durante la stagione regolare, i fabrianesi, con il tandem tutta concretezza Solomon-Israel, mancano di un niente la promozione nei playout malgrado un avvio fulmineo con cinque vittorie nelle prime 6 partite.

Turboair
ottava in A2
(13 vittorie 17 sconfitte)
e quinta ai playout per la promozione

Stenta a decollare in regular season la formazione di Mangano, anche per l’infortunio a Israel, sostituito dalla guardia Carlton Mc Kinney. Al ritorno del brasiliano, Fabriano indovina un altro playout da protagonista, ma per il salto di categoria è fatale l’ultima sconfitta nella decisiva sfida di Pistoia.

Turboair
settima in A2
(15 vittorie 15 sconfitte)
e prima ai playout per la promozione
sale in A1

E’ l’ultimo trionfo della formazione locale che parte senza clamore, ma finisce alla grande. Mangano azzecca due americani super con Murphy e Sproggs e, ancora una volta, la squadra si trasforma nell’ultimo scorcio di stagione. La dea bendata strizza l’occhiolino a Pezzin e soci che vincono ben quattro delle 10 partite dei playout ai supplementari e salgono in A1 superando Trapani.

Teamsystem
quindicesima
e penultima in A1
(9 vittorie 21 sconfitte)
retrocede in serie A2

Cambia lo sponsor e cambiano sin troppo gli stranieri, perché gli infortuni di Murphy e Spriggs costringono Mangano a puntare sull’atletico Walker e il ‘mito’ Mc Adoo. Non basta, però per raggiungere la salvezza perché i fabrianesi perdono il confronto decisivo a Rimini, dopo un primo tempo stellare di Mc Adoo e, sempre nella ripresa cedono di schianto in casa con Bologna dopo il più diciassette a riposo.

Teamsystem
quarta in A2
(19 vittorie 11 sconfitte)

La retrocessione lascia il segno, Murphy si infortuna ancora, Bardo, invece, è l’unico straniero ‘toppato’ da Mangano. Ma con l’arrivo di Williams e Turner, la squadra diventa spumeggiante e trascina con sé una tifoseria ritrovata. Il sogno della promozione si infrange ancora in Romagna con le due sconfitte di Rimini (canestro di Middleton all’ultimo secondo) e Forlì (stregato il supplementare) che compromettono la grande rincorsa. Nei playout il gruppo ormai allo sbando rimedia soltanto magre figure.

Turboair
ottava in A2
(18 vittorie 16 sconfitte)

Da Mangano il timone in panchina passa al ‘piccolo coach’ Roberto Carmenati che parte incredibilmente forte. L’avvio è davvero eccellente, con Murphy che nella stagione dell’unico straniero si conferma grande leader. Il giovane gruppo, però molla alla distanza proprio dopo l’infortunio dell’americano e la morte del suo sostituto Sam Mitchell nella sua abitazione fabrianese. Jellato come non mai per i fabrianesi anche il primo plyout promozione della storia dell’A2 concluso al primo turno con la rocambolesca sconfitta di Sassari.

Turboair
undicesima in A2
(12 vittorie 20 sconfitte)

Carmenati stavolta parte male e dopo tre mesi Ceresani cambia tutto. Ecco Perazzetti al posto del tecnico di casa e il ‘bombardiere Capone per un Guerrini ultimamente un po’ appannato. Ma la musica non cambia granché. Anzi il rischio serie B è evitato soltanto al fotofinish, pure con un organico che sembrava di discreta qualità.

Faber
nona in A2
(15 vittorie 17 sconfitte)

Ninno presidente e l’azienda di Abramo Galassi sponsor di una realtà che, dopo il sofferto abbandono di Ceresani, poteva perfino scomparire. Pochissimo tempo per allestire il gruppo affidato a Giancarlo Sacco e claudicante nel rendimento, anche perché Michael Young, annunciato come un arrivo ‘bomba’, si rileva prigioniero degli anni e degli acciacchi. Esonerato l’allenatore pesarese (stranamente dopo la vittoria sul parquet di Gorizia terza forza del campionato) l'’nnata si mantiene altalenante pure con coach Di Lorenzo per terminare senza gloria al primo turno dei playoff con due sconfitte a Caserta.